Archive for  aprile 2011

Home / aprile 2011
59 Posts

Una rassegna da non perdere.

da sardegnaoggi.it

Presso la Sala della Terrazza del Centro Comunale d’Arte e Cultura Exmà appuntamento con la seconda edizione di “Metti un libro al Centro”, la rassegna letteraria curata dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Cagliari.
L’iniziativa fa seguito al fortunato avvio della rassegna, datato 2009, che ha visto alternarsi presso il CentroGiovani di Via Dante, ventotto scrittori, tra emergenti e affermati, nel corso dei quattordici appuntamenti della rassegna.
La riuscita formula, che prevedeva, e che verrà mantenuta anche nel corso di quest’anno, la presenza di giovani lettori chiamati a interagire con gli autori con domande e curiosità, ha garantito un’ottima successo di pubblico.
Appuntamenti: 5 maggio Paolo Maccioni, Buenos Aires troppo tardi, Arkadia; 19 maggio Tore Cubeddu, Cisaus, Transeuropa; 9 giugno Gianni Zanata, Non sto tanto male, Quarup.

Per chi non verrà alle presentazioni, per chi non lo trova in libreria, per chi se ne frega dell’autografo dell’autore, per chi “quasi quasi mi faccio un regalo”, per chi sta seduto e non ha voglia di alzarsi, per chi “forse lo leggo a natale”, per chi 100 pagine in una sera, per chi “bella la copertina”, per chi non lo sapeva, per chi “vediamo in quanti giorni mi arriva”, per chi comunque ordinarlo da ibs è una goduria, per chi si fida dei libri a pagina chiusa, per chi è amico del postino che porta i pacchi, per chi è ossessionato dalle lavatrici, per chi “ah, però, sembra carino”, per chi uno sconto è sempre uno sconto, per chi non sopporta l’idiozia, per chi non sta tanto male

ecco qua il libro
su ibs
su la feltrinelli
su amazon
su indie up

“Valdo se lo ricorda bene, il suo primo giorno da direttore al giornale.
Se lo ricorda proprio bene.
Non sono mica cose che si dimenticano, quelle cose lì.
Lui si ricorda che la sera prima aveva incontrato l’editore. S’erano dati appuntamento in un bar della Marina.
Valdo, da domani sei al timone, gli aveva detto.
Poche parole di circostanza, una stretta di mano, due martini bianchi con ghiaccio e limone.
Il mattino dopo, al termine della riunione di redazione, Valdo s’era chiuso nel suo ufficio.

Sulla scrivania, in cima al mucchietto della posta, aveva scorto una busta bianca, anonima. L’aveva aperta con un tagliacarte d’argento e aveva sfilato il foglio all’interno.
Un foglio bianco, piegato in quattro.
Valdo l’aveva svolto con cura. L’aveva steso sul legno lucido.
Sul foglio c’era scritto: Sei Un Pezzo Di Merda.
Carattere Times New Roman, corpo quarantotto.

Sì, Valdo se lo ricorda bene, quel giorno.
Mica sono cose che si dimenticano.”

Valdo è lì, in piedi.
Guarda la lavatrice che gira. Ascolta il ronzio acquoso.
Bella, la lavatrice che gira, pensa. Proprio bella. E come gira bene.
Valdo è lì. In piedi.
E guarda la lavatrice.
Come se fosse un film.
Ronzio. Silenzio. Stacco.
Ronzio. Silenzio.
Di nuovo ronzio.
Non ha molto da fare, oggi, Valdo.
E pure se avesse qualcosa da fare, non la farebbe. Non oggi.
Oggi ha deciso che resterà lì, a guardare la lavatrice.
Finché non smette di girare.