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Duemilasedici.

L’anno è nuovo, e non sto tanto male.

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Quando scrivo.

Quando scrivo, non sto tanto male.

 

 

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Cagliari, un giorno di marzo.

Cagliari in un giorno di marzo, un pomeriggio quasi Valdiano. E due mari che si sfiorano. Dettagli di una spiaggia.

 

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Valdo beve tra le fiabe.

Valdo beve tra le fiabe.
Valdo bove tra le fibbie.
Valdo bava tra le flebo.
Valdo bevve tra le fibre.
Valdo bavero tra i fabbri.

 

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“Non sto tanto male” su “Grazie, preferisco leggere”.

Una recensione, qui, sul blog di Carlo Mocci.
Il link

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REASONS
by Gianni Zanata

There are days and there are days. There are days like so many, all different, precisely because they are the same, and days that seem a bit more special than others, even though if you were to look closely they do not appear so.
Some days you only need one reason. That’s enough and you carry on. Certain other days, however, it is not so. It is not enough.
Today, for example, is a day that I need 50 good reasons which are not listed in any classification of merit, or preference of taste or intentions. Reasons are reasons, not models or tennis players.

The 1st good reason is you and our kids and you and our children know why.
The 2nd good reason is love and you and our children know why.
The 3rd good reason is my parents and my brothers. They also know why.
The 4th is that this is an exciting journey, and though you may know how it will end, to me it just seems quite a beautiful journey to travel, a bit like a beautiful dream to dream.
The 5th is music. Music to listen, to play, that is already heard and that is already played.
The 6th is poetry, that which rhymes, that which is recited, that which is sung.
The 7th is literature, to read, that has been written and which is still to be written.
The 8th is happiness, which would not exist without the other 7 good reasons above.
The 9th is hope.
The 10th is awareness.
The 11th is joy, which is slightly different from happiness, but since I’m not a philosopher, I can’t explain what the difference is between joy and happiness.
The 12th is the spoken word.
The 13th are children.
The 14th are the mornings.
The 15th are the nights.
The 16th is water.
The 17th is food.
The 18th is wine.
The 19th is kindness.
The 20th is a smile.
The 21st is Bob Dylan.
The 22nd is a precise moment in a day, that moment where reality seems a still picture and you would want that moment to last so as to include all the other moments to come.
The 23rd good reason is peace.
The 24th is friendship.
The 25th is the sea.
The 26th is an acoustic guitar.
The 27th is an electric guitar and a piano.
The 28th is a small orchestra playing a waltz in a rural village square while people laugh and couples dance and the air smells of freshly baked bread and the sunset behind the mountains is a pink blanket that covers the horizon.
The 29th is a fresh autumn morning which is sunny on one side and on the other it begins to rain, and you stop and see in the distance two rainbows suddenly appearing.
The 30th good reason is having fun.
The 31st is salvation.
The 32nd are memories
The 33rd is the scent of the Earth.
The 34th good reason is the looks of the people who love you.
The 35th are black-and-white films from the 1950s.
The 36th is anger.
The 37th is disdain with regards to injustice.
The 38th was the last time you thought “enough is enough”.
The 39th is to run on the sand and dive into the waves.
The 40th good reason is desire.
The 41st are photos.
The 42nd are clouds.
The 43rd is the wind that sweeps across clouds and photos.
The 45th good reason lies in the fact that the angels probably exist. What they exactly do precisely, where they sleep, how they feed, what kind of wings they have, which type and what quantity of drugs they consume, how much flight autonomy they have and in what form or substance they present themselves, I don’t know and I swear I haven’t the slightest idea.
The 46th is every pain that goes away.
The 47th are the people who like you.
The 48th are people who don’t yet like you but maybe one day they will want to and if they don’t, have patience, for surely you will see it through.
The 49th are dreams.
The 50th good reason is here, or there, well somewhere, anywhere for what it’s really worth, so know that there are more than 50 good reasons, many, many more.

Qui il testo originale.
La traduzione dall’italiano all’inglese è di Maria D’Alessandro, australiana, poetessa e autrice di canzoni.
Thank You, Maria!

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I Motivi.

Ci sono giorni e giorni. Ci sono giorni come tanti, tutti diversi, proprio perché uguali, e giorni che paiono un po’ più speciali degli altri, anche se a guardarli bene non sembrerebbe.

Certi giorni basta soltanto un motivo. Basta e avanza. Certi altri giorni, invece, non è così. Non basta.

Oggi, per esempio, è un giorno che mi occorrono cinquanta buoni motivi. Che non sono elencati in una classifica di merito, di gusto o di intenzioni. I motivi sono motivi, mica modelle o tennisti.

Il primo buon motivo sono lei e i nostri figli. E lei e i nostri figli sanno perché.

Il secondo buon motivo è l’amore. E lei e i nostri figli sanno perché.

Il terzo buon motivo sono i miei genitori e i miei fratelli. E anche loro sanno perché.

Il quarto è che questo è un viaggio appassionante e, pure se si sa come andrà a finire, a me sembra proprio un bel viaggio da viaggiare, un po’ come un bel sogno da sognare.
Il quinto è la musica, quella da ascoltare, quella da suonare, quella già ascoltata, quella già suonata. Il sesto la poesia, quella in rima, quella no, quella recitata, quella cantata. Il settimo la scrittura, quella da leggere, quella scritta, e quella ancora tutta da scrivere.

L’ottavo è la felicità, che comunque non esisterebbe senza gli altri sette buoni motivi precedenti. Il nono la speranza. Il decimo la consapevolezza.

L’undicesimo è la gioia, che è un po’ diversa dalla felicità, ma siccome non sono un filosofo, non saprei spiegare quale sia la differenza tra gioia e felicità. Il dodicesimo è la parola. Il tredicesimo sono i bambini. Il quattordicesimo sono i mattini. Il quindicesimo le notti. Il sedicesimo è l’acqua, il diciassettesimo il cibo, il diciottesimo il vino.
Il diciannovesimo è la gentilezza. Il ventesimo il sorriso.

Il ventunesimo è Bob Dylan.

Il ventiduesimo è un momento preciso della giornata, quel momento in cui la realtà sembra un fermo immagine e tu vorresti che quel momento si dilatasse sino a comprendere tutti gli altri momenti che verranno.

Il ventitreesimo buon motivo è la pace.
Il ventiquattresimo l’amicizia.
Il venticinquesimo il mare.

Il ventiseiesimo è una chitarra acustica. Il ventisettesimo una chitarra elettrica e un pianoforte. Il ventottesimo è una piccola orchestra che suona un valzer campagnolo in una piazza di paese mentre la gente ride e le coppie ballano e l’aria sa di pane appena sfornato e dietro i monti il crepuscolo è un manto rosa che copre l’orizzonte.

Il ventinovesimo è una mattina fresca d’autunno che su un versante c’è il sole e sull’altro inizia a piovere, e tu ti soffermi a guardare in lontananza due arcobaleni appena spuntati.

Il trentesimo buon motivo è il divertimento.
Il trentunesimo la salvezza, il trentaduesimo i ricordi, il trentatreesimo il profumo della terra.

Il trentaquattresimo buon motivo sono gli sguardi della persona che ti ama.

Il trentacinquesimo un film in bianco e nero degli anni cinquanta. Il trentaseiesimo è la rabbia. Il trentasettesimo è lo sdegno di fronte alle ingiustizie. Il trentottesimo è l’ultima volta che hai pensato “adesso basta”. Il trentanovesimo è correre sulla sabbia e tuffarsi tra le onde.

Il quarantesimo buon motivo è il desiderio.

Il quarantunesimo le foto, il quarantaduesimo le nuvole, il quarantatreesimo il vento che spazza le nuvole e le foto.

Il quarantacinquesimo buon motivo risiede nel fatto che gli angeli probabilmente esistono. Che cosa facciano di preciso, dove dormano, come si nutrano, che genere di ali utilizzino, quali e quante droghe consumino, di quanta autonomia di volo dispongano, e in quale forma o sostanza si presentino, però, non lo so, giuro, non ne ho la più pallida idea.

Il quarantaseiesimo è ogni dolore che va via.

Il quarantasettesimo sono le persone che ti vogliono bene. Il quarantottesimo sono le persone che ancora non ti vogliono bene ma magari un giorno te ne vorranno, e se non te ne vorranno mai, pazienza, sicuramente te ne farai una ragione.

Il quarantanovesimo sono i sogni.

Il cinquantesimo buon motivo è qui, o laggiù, insomma, da qualche parte, ovunque ne valga davvero la pena, ché tanto si sa che i buoni motivi sono più di cinquanta, molti ma molti di più.

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Voglio ringraziare.

In un anno di vita, il romanzo “Non sto tanto male” è diventato il cuore di un progetto letterario-teatral-musicale che ha viaggiato in lungo e in largo per la Sardegna. E questo mi ha consentito di poter lavorare con artisti straordinari: Elio Turno Arthemalle, Roberto Palmas, Nicola Cossu, Carlo Antonio Angioni, Isella Orchis, Cesare Saliu, Raffaele Chessa, Daniela Mei, Anna Brotzu, Marcello Enardu, Gaetano Marino, Enzo Parodo, Angelo Trofa, Aurora Simeone, Gianluca Medas, Andrea Congia, Massimo Battarino.
Li ringrazio con affetto smisurato.
Grazie.
E mi scuso con chi ho involontariamente dimenticato.

La caratteristica delle presentazioni di “Non sto tanto male” – chiedo perdono per la brutta parola che sto per usare – è la multiversalità del progetto.
Di volta in volta, di serata in serata, la presentazione è sempre stata diversa, sempre nuova, mai strutturata su una scaletta fissa: un perenne work-in-progress.
A volte è capitato di estendere il mio ruolo. Non solo autore, presentatore, racconta-storie, ma anche chitarrista.
In tal modo ho in parte – solo in parte – esaudito un mio sogno giovanile: salire su un palco e fare il musicista.
La mia carriera di musicista, purtroppo – ma forse è il caso di dire per fortuna – s’è fermata a vent’anni. All’epoca suonavo in piccoli gruppi, pensavo che un giorno me ne sarei andato in giro per il mondo, con la mia chitarra, con le mie canzoni.
Le cose sono andate diversamente, senza talento non si va da nessuna parte.
Ma la chitarra è rimasta, è sempre qui, a portata di mano, un amore che continua.

E poi, comunque, penso che scrivere e raccontare storie sia un po’ come comporre su un pentagramma. Melodia, armonia, ritmo, pause: va dosato tutto, per ottenere una frase che “suoni”.

Domani il tour di “Non Sto Tanto Male” fa tappa a Laconi, al Palazzo Aymerich.
Insieme a me ci saranno Elio, Roberto e Nicola.

 

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“Non sto tanto male” a Laconi

Per la rassegna “Atòbios de Cultura – Incontri Culturali”, organizzata dal Comune di Laconi, dalla Biblioteca Comunale di Laconi e dal Museo della Statuaria Preistorica in Sardegna.

Sabato 7 luglio, alle ore 21, presso il Palazzo Aymerich, a LACONI, “Non Sto Tanto Male” – Reading.

Insieme a me ci saranno l’attore Elio Turno Arthemalle e i musicisti Roberto Palmas e Nicola Cossu.

 

 

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Letti di Notte a Isili

Un po’ di Valdo anche a Isili, alla libreria Godot, dove s’è celebrata la notte bianca delle librerie, “Letti di Notte”.

Grazie a Paola, instancabile libraia e animatrice culturale di Isili.
E grazie a tutti quelli che c’erano.

 

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